Sono in pochi a non conoscere Anonymous, il team di attivisti-hacker più famoso nel web, capaci di oscurare i siti dei personaggi o le entità che contestano, così come muovere attività di ribellione pacifica nel web. In Italia, dai recenti attacchi a Beppe Grillo e a Schwazer, più che altro per un’azione generale contro il doping, passando per il Vaticano, Anonymous ha deciso di virare in maniera profonda contro l’Ilva e tutto il Gruppo Riva dietro lo stabilimento di Taranto.
Già il 27 Luglio è apparso sul blog un articolo col classico tono di sfida dell’organizzazione:

Ai Tarantini non si può chiedere se preferiscono morire di cancro o di fame!
Hanno il diritto di lavorare e vivere in un ambiente sano!
Coniugare ambiente e lavoro si può e si deve fare.
La dignità e la salute degli Uomini sono molto più importanti del profitto di chi ha voluto colonizzare una importante parte del meridione, che ora spera anche negli aiuti dello Stato per bonificare ciò che ha continuato ad inquinare.

Lavoratori continuate a manifestare e a lottare per il futuro delle vostre città e dei vostri figli.
La battaglia è appena iniziata..
Noi non vi lasceremo.
Noi non dimentichiamo.
Noi non perdoniamo.
Noi siamo Anonymous.
Aspettateci sempre.

Da oggi, però, si comincia a far sul serio: l’articolo pubblicato in giornata –link– dopo una citazione presa da “La classe operaia va in Paradiso”, parte con un appello agli operai, a cui viene suggerito di occupare la fabbrica. Tutto il pezzo si riferisce alla difesa dei diritti dei lavoratori, da cui è possibile estrarre parti come: “Costringere un uomo a scegliere fra lo stipendio e la salute è non solo un deplorevole ricatto, ma anche una gravissima infrazione del diritto di ogni persona a poter esercitare un mestiere nel rispetto delle normative vigenti“.
La protesta informatica continua attaccando direttamente il codice etico del Gruppo Riva, a cui appartiene l’Ilva, citando alcuni passaggi per poi smentirli con i fatti contrari. Vengono anche citate condanne di alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia dello stabilimento siderurgico.
A tal proposito si può leggere la riflessione seguente: “I  colpevoli hanno avvelenato le coscienze e i corpi di chi è stato costretto a vivere per lavorare; hanno tarpato le ali a settori  occupazionali che avrebbero altrimenti trovato una rigogliosa espansione;  hanno obbligato gli abitanti di un’ intera città a respirare la tossicità  dell’accumulazione del Capitale sprezzante dei Diritti Umani.”

Almeno per adesso Anonymous prova a smuovere qualcosa invitando alla riflessione, in attesa delle vicende che riguardano lo stabilimento tarantino. Attacco soprattutto ai principi morali su cui si fonda il Gruppo Riva e aggrappandosi all’orgoglio dei cittadini per occupare e sabotare l’intera struttura. Nessun attacco concreto nè manifestazione, se non l’aver occupato per qualche minuto il sito del comune di Taranto, ma forse è solo questione di tempo.
E’ sicuramente un fatto importante che gli Anonymous italiani si siano interessati alla vicenda, mostrandosi vicini agli operai, dato che ai media nazionali non sembra importare più di tanto. Ci si ricorda della Puglia quando servono le mozzarelle nei ristoranti, ma dei suoi problemi spesso non importa a nessuno, così come per le altre regioni del Mezzogiorno. Anonymous, che in un modo o nell’altro fa sempre parlare di sè, nel suo piccolo porterà maggior visibilità ed attenzione verso l’argomento che sta tenendo col fiato sospeso Taranto e qualche comune in provincia, Massafra compresa.
Se può servire a qualcosa, ben venga l’attivismo web.

A cura di Angelo
Ho 27 anni e sono appassionato di tecnologia e sport. Scrivo in redazioni web dal 2009 e studio Informatica Magistrale all'università Aldo Moro di Bari.