Con Calciopoli abbiamo avuto la prova di quanto sia scorretta la “politica” dietro i processi sportivi: aldilà delle condanne, tutti abbiamo visto come sia stato costruito un processo mirato in 2 settimane, per poi a distanza di anni, vedere emergere nuove telefonate di altre società, ormai non processabili per sopraggiunta prescrizione. Calciopoli è stata il teatro di altre stupende commedie, come l’esposto Juve rimasto a marcire alla Federcalcio per un anno, finchè qualcuno non si è scomodato a dargli una lettura.
Oggi, col Calcioscommesse, assistiamo a qualcosa di ancor più assurdo. Palazzi sembra sempre più gasato di protagonismo  e gioca con le vite e le carriere altrui. Siamo arrivati a constatare che Carobbio mette nei guai della gente e patteggia per 4 mesi dopo essersi venduto delle partite. Ed è un pentito, pertanto dubbi su questo non ce ne sono. I dubbi sono invece sulle accuse che ha lanciato: Conte avrebbe detto di fronte a 26 giocatori che la partita era stata combinata per un pareggio, ma 25 di questi hanno affermato -e firmato nero su bianco- che Conte non ha mai detto quelle parole. L’uomo mancante all’appello dei 26 è, guardacaso, l’accusatore Carobbio. E’ lo stesso uomo che ha fornito almeno 3 versioni diverse durante gli interrogatori, lo stesso che ha avuto qualche problema di permessi proprio con l’allenatore bianconero.
Ebbene: nonostante Carobbio il dente avvelenato possa avercelo, nonostante ci siano 25 testimoni a smentire la sua accusa, Palazzi chiede 15 mesi per Conte, un incredibile danno d’immagine per il leccese e un forte problema tecnico per la Juventus.
La cosa che però mi ha fatto riflettere è che, nonostante da parte di Palazzi ci sia l’aria fritta, gli avvocati della Juve hanno convinto Conte a chiedere il patteggiamento -poi rifiutato- di 3 mesi. Questo è davvero il marcio, perchè rende chiara l’idea di come non ci sia limite al peggio.
La giustizia non esiste. Ormai funziona così, una persona si vede costretta a patteggiare perchè sa che non gli verrà concesso di difendersi anche quando le accuse sono state smentite da 25 testimoni e si basano su parole. Parole di un uomo risultato poco credibile per diverse faccende. E parliamo pur sempre di uno che le partite se l’è vendute…e come detto, su questo non ci piove. Da dove sono andati a prenderla l’attendibilità se non era attendibile nemmeno in campo? 
Questa situazione fa riflettere, perchè non si tratta di fede sportiva. Non è una lotta Juve vs Inter vs Milan vs altri, non è Moggi vs Zeman. Potrebbe capitare a qualsiasi tesserato. Rovinare l’immagine di una persona prima ancora di un calciatore/allenatore/dirigente. Speriamo che con questa manovra Palazzi raggiunga la notorietà che ha sempre sognato, perchè se si arriva in alto usando una scala costruita con qualche gradino scadente, quando sarà il momento di scendere ci si dovrà passare di nuovo…e se non regge, tocca confrontarsi con una caduta rovinosa.
Oggi si fanno processi veloci, su fondamenta traballanti, non verificate e praticamente inattaccabili nonostante le incongruenze. I giudici non intendono riflettere, a discapito della logica, delle prove e degli indizi contrastanti.
Il mondo del calcio è questo. Ti vendi le partite e sei credibile. E patteggi 4 mesi. La traballante omessa denuncia probabilmente costerà 9 mesi, oltre il doppio di chi il reato l’ha commesso sul serio.

A cura di Angelo
Ho 27 anni e sono appassionato di tecnologia e sport. Scrivo in redazioni web dal 2009 e studio Informatica Magistrale all'università Aldo Moro di Bari.