Attenzione, SPOILER!

Quando un mio amico mi mandò un messaggio su Whatsapp per consigliarmelo, non sapevo nemmeno cosa fosse Fear the Walking Dead, spin-off della celebre serie The Walking Dead (che ormai guardo senza interesse e solo capire dove vogliono andare a parare). Così, sono andato a documentarmi un po’ e sono rimasto incuriosito dalla sua natura: Fear the Walking Dead è un prequel, una serie che ci spiega il classico come tutto ebbe inizio, magari fornendo agli sceneggiatori qualche assist per legare concettualmente le vicende dei due telefilm.
E insomma, spinto dalla curiosità di sapere come sono nate le cose e come si è diffusa l’epidemia, ho visto il pilot…e via via tutti gli altri episodi della prima stagione (in totale 6).
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Ancor più inspiegabile è il finale di stagione, che lascia i protagonisti nelle stesse condizioni di ogni season di The Walking Dead, ovvero intenti a scappare verso una nuova meta. La domanda che mi pongo adesso è banalissima: dalla prossima stagione in poi, quali saranno le differenze tra le due serie? Perché se ci pensiamo un attimo il “prequel” è già stato consumato, i personaggi hanno appreso dell’epidemia e stanno scappando. Con tutta probabilità, le due serie diventeranno parallele per i temi trattati, con buona pace degli intenti originali.
Inoltre, per come me lo immaginavo io, di “prequel” c’è ben poco e di domande ne sono rimaste tante… Abbiamo conosciuto l’approccio seguito dai soldati per far fronte all’emergenza dilagante in città (Los Angeles) che è magari quello tenuto a livello globale, con il conseguente caos di una tale azione di massa. E poi, cos’altro? Era il momento giusto per dirci come è nato il virus, presentarci l’infetto zero, le sue paure e così via… E invece no, salvo la prima puntata, Fear the Walking Dead ha in più solo la parola “Fear” nel titolo rispetto al drama originale.
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Tutto il resto segue la scia del “già visto”, a partire dal barbiere interpretato da Rubén Blades: reduce di guerra come torturatore, costretto a riprendere confidenza con certe abilità sepolte da anni per salvare sua moglie. “L’uomo col coltello non è diverso dall’uomo seduto sulla sedia”. L’ho già sentita. E anche l’assalto finale l’ho già visto… parecchie volte.
Tuttavia, nonostante i personaggi siano stati riciclati da varie serie tv, a cominciare da The Walking Dead stesso, ho notato un gruppo più maturo, consapevole e, soprattutto, informato. Se consideriamo che le vicende di Fear the Walking Dead si svolgono nel giro di qualche settimana, il quantitativo di informazioni ottenute dai personaggi è molto più consistente rispetto a quello ricevuto dal team-Rick nell’arco di 6 stagioni. Per fare un esempio, Madison e gli altri vengono subito a sapere che il morso è solamente un mezzo per accelerare la trasformazione, inevitabile a prescindere dal tipo di decesso. Probabilmente gli sceneggiatori non hanno ritenuto necessario nascondere certi dettagli, in quanto fiduciosi di trovare un pubblico formato perlopiù da gente che conosce la saga.

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Insomma, Fear the Walking Dead mi ha convinto, ma non del tutto. Manca un buon 90% di quel “prequel” che mi ha spinto a guardare la serie, ed il rischio di ritrovarci un The Walking Dead 2 è veramente molto alto. Si è trattato di un buon percorso per avvicinarci alla stagione 6 delle vicende di Rick e amici, che è partita proprio ieri. E speriamo di vedere qualcosa di diverso…

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A cura di Angelo
Ho 27 anni e sono appassionato di tecnologia e sport. Scrivo in redazioni web dal 2009 e studio Informatica Magistrale all'università Aldo Moro di Bari.