Rate, clausole e risparmi esagerati

Da anni sono attaccato alla serie Football Manager, fin da quando campeggiava sulla copertina il nome originale della saga, Championship Manager (da noi Scudetto). Ogni anno, il manageriale si è arricchito di nuovi elementi che hanno donato maggior profondità al gameplay, ritoccando principalmente la gestione della squadra e il calciomercato, praticamente il fulcro di tutta la produzione.
Recentemente abbiamo visto l’introduzione delle clausole, il potenziamento degli osservatori, poi l’arrivo dei procuratori e quest’anno ecco comparire il Direttore Sportivo ed altre figure di contorno. In generale non cambia poi molto, se non l’idea di poter contare su una dirigenza più viva e, soprattutto, vasta. Il potere lasciato al videogiocatore è enorme e bla bla bla…

Già, bla, bla, bla, le solite cose che un redattore come me deve scrivere negli articoli. La fortuna di potersi aprire un blog e godere delle sfaccettature del web 2.0 è, però, quella di poter svestire quando voglio i panni imparziali e dedicarmi a riflessioni spontanee, proprio sulla linea de Pensieri e Parole che racchiude questo articolo.
La giustificazione dei bla bla bla è semplicissima: Football Manager, per quanto mi riguarda, ha perso molto del suo fascino originale e gran parte del divertimento è andato perduto nella sua evoluzione…ma tale flessione è colpa, seppur in minima parte, proprio della complessità del titolo. Non parlo delle opzioni in sè, ma di tutto la confezione, partendo dall’interfaccia che è ancora molto confusa: dando uno sguardo alla modalità Classic mi accorgo dell’originale bellezza di Football Manager: graficamente è anche più curato, ha meno schermate inutili e robe di questo tipo. Perde alcune opzioni, ma non tutte: insomma, non è una modalità per imbecilli, come qualcuno ha fatto capire. E’ forse l’essenza della serie, di quel divertimento che riusciva a trasmettere.

Ma se c’è una cosa che non mi piace dei recenti Football Manager è quanto i club siano diventati tirchi: se c’era una cosa che mi divertiva nel calciomercato erano le compravendite esagerate, non tanto per ottenere una barca di milioni, quanto per per vedere fino a che punto riuscivo a tirare i prezzi. Era bellissimo tirare su i pacchi alle squadre, non dimenticherò mai quel Flesch di qualche edizione fa, un regen comprato giovanissimo e venduto a 20 anni a 30 milioni alla Roma, per poi a fine stagione trovarlo tra i flop dell’anno. Era altrettanto bello chiudere un’operazione difficile in uscita con un calciatore forte ma con pochi anni ancora al top, per poi reinvestire tutto nel giovane del futuro.
Il problema è che da circa due anni i club non spendono 30 milioni cash nemmeno per Radamel Falcao. A Sports Interactive hanno deciso di fare uso massiccio delle rateizzazioni che, se ti va bene, su una cessione di valore 17 milioni ne ottieni 6-7 subito e il resto spalmati in 24/48 mesi. Ma siamo degli imprenditori? Siamo videogiocatori e come tali ci vogliamo divertire.
Certo, c’è sicuramente a chi piace questo nuovo andazzo della serie, forte del realismo che trasmette la trattativa, tuttavia il gioco subisce inesorabilmente un blocco d’azione e diventa lentissimo: vendere Vucinic per Jovetic utilizzando i fondi originali non è possibile senza altre entrate, nonostante numeri alla mano si potrebbe fare, proprio perchè nella cessione sono disposti a pagare subito circa la metà del cartellino, che purtroppo non consente di mettere sul piatto un’offerta congrua per il viola. Questo ovviamente è un caso specifico, ma gli esempi si sprecano.

E la beffa non è ancora arrivata: già, perchè se sei tu a proporre un acquisto a rate, ti si mettono davanti due possibilità. Ipotizzando che hai intenzione di acquistare un giocatore valutato 20 milioni per la cui cessione ne chiedono 35:
1. Per restare nei 35 milioni, devi offrire più di 20 subito e poi rateizzare il resto
2. Se vuoi pagare pochi milioni subito e rateizzare il resto (come vuole la logica) la cifra sale ben oltre i 35 di partenza
Ecco, allora ci si chiede: perchè il gioco ha perso la sua immediatezza in fase di acquisto e la fa pagare anche nella vendita?
Quindi per concretizzare uno scambio Vucinic-Jovetic in cui non si ha denaro a sufficienza per il viola, bisognerà prima accontentarsi di circa 50% del cartellino di Vucinic come pagamento immediato, quindi pagare Jovetic a rate ben più di quanto lo si farebbe pagando seduta stante l’intero prezzo voluto dalla Fiorentina.
E tutto perchè il gioco ha deciso di introdurre la modalità Braccino Corto, ovvero società piene di soldi che ti pagano tutto il cartellino del tuo giocatore in 48 mesi…praticamente non te ne fai nulla. Ecco dunque il dover abbassare le pretese e vendere Vucinic a 14/15 milioni piuttosto che 17 pur di ottenere tutto subito…La scelta è soggettiva, ma sono di ben altri tempi le compravendite interessanti.
Ripeto: è sicuramente una funzionalità che dona realismo alla produzione, ma quando giocavo a Football Manager lo facevo per divertimento, non per diplomarmi in ragioneria.

A cura di Angelo
Informatico e Juventino classe '89. Tante, troppe, passioni: scrivo di tutto, adoro correre, amo la pizza.